L’Uomo Riflusso
Una persona normale che abita in un grosso centro urbano, per sette giorni non ha portato fuori la spazzatura. Ha conservato tutta la sua immondizia in un indumento speciale fatto di plastica trasparente.
Durante quest' esperienza, ha continuato con la propria routine quotidiana, sviluppando, nel frattempo, una nuova relazione con l'immondizia e creato una comunicazione visiva e poetica che ha avuto un impatto sugli altri abitanti della città.
Gli avanzi, che in precedenza venivano dimenticati e abbandonati nelle pattumiere con un gesto meccanico, sono diventati parte integrante del suo corpo. Passo dopo passo, l'immondizia ha portato alla luce le sue abitudini e le sue scelte materiali, in altre parole, il suo posto nella società.
Con il "riflusso" quotidiano del suo consumo intermittente, non era più possibile dimenticarsi del volume, la forma, gli odori e, soprattutto, il peso dei rifiuti, che lui stesso aveva accumulato in un arco di sette giorni. Nel giro di poco tempo, l'uomo era diventato ciò che aveva consumato.
DIARIO DEL RIFLUSSO
Il progetto del Diário Refluxo (diario del riflusso) ha avuto inizio a San Paolo nel 2003, prendendo spunto da
un 'idea originale dell'artista multimediale Peri Pane.
Dal 28 di agosto al 4 settembre, il gruppo Refluxo (riflusso), composto da attori, artisti e video - artisti, ha tenuto una performance in cui una persona andava avanti per sette giorni senza portare fuori la propria spazzatura, accumulando bottiglie, cartacce, barattoli, lattine, oggetti di plastica, filtri di sigaretta, ovvero, ogni sorta di rifiuto inorganico, compreso contenitori e involucri. Giorno dopo giorno, questi rifiuti venivano collocati dentro un indumento speciale, dotato di 43 tasche di diverse misure, che permettevano di appendere la spazzatura alla persona. Dato che l'indumento era di plastica trasparente, l'immondizia era visibile a tutti. Quindi, ovunque si recasse il cosiddetto "reflux-man" (uomo riflusso), si scatenavano reazioni diverse da parte degli altri abitanti, stimolando la riflessione sul consumismo nei centri urbani.
L' idea della performance consisteva proprio in questo: gettare una nuova luce sulla produzione industriale, ormai fuori controllo, dei rifiuti solidi attraverso la cellula più piccola della società, ovvero, l'individuo. Ognuno di noi funge da isola all'interno di un "mare" di consumo. Esiste un flusso di consumo visibile e terrificante nel nostro modo odierno di vivere, eppure nessuno fa caso a questo "reflusso", ben lontano dalla nostra vista e olfatto.
PARANGOLIXO-LUXO

VIDEO
L'esperienza è stata registrata in video e descritta in un diario per mezzo di fotografie Polaroid scattate dall'artista durante il processo.
Ne risulta un' esposizione multimediale a cura della SESC, uno dei maggiori centri culturali di San Paolo (www.sescsp.org.br). L'esposizione, inaugurata il 9 settembre 2003, è stata realizzata con l'indumento pieno d'immondizia, il diario, il video e le conversazioni con l'uomo-reflusso. Inoltre, sulle pattumiere e i cestini per la carta presenti nelle sale del centro culturale, erano stati messi degli adesivi con "frasi-riflusso", ossia, frasi provocatorie che inducevano il pubblico a riflettere per un attimo sulla produzione di rifiuti nel momento preciso in cui se ne sbarazzavano.
L'esposizione ebbe successo oltre ad una grande risonanza su stampa e TV. Articoli venivano pubblicati su riviste famose come TPM (revistatpm.uol.com.br) e sul quotidiano "Folha de São Paulo" (www.folha.uol.com.br). L'uomo - riflusso ha partecipato anche al programma"Buzina", in onda su MTV-Brazil (mtv.terra.com.br) Il "Refluxo group" è stato invitato a parlare nelle scuole ed in altri centri che promuovono la tutela dell'ambiente e l'arte. Il video "Homem Refluxo" (uomo riflusso), scritto da José Luiz Sampaio e Daniel Seda, prodotto da Rita Wirtti, è stato presentato in diversi festival del cinema, come il "Festival de Cinema de Porto Alegre - Cine Esquema Novo 2004" (www.cineesquemanovo.org), "Filme + Fashion" (www.filmefashion.com.br), a cura del Banco do Brasil Cultural Center in 2004, la "XVIII Mostra do Audivisual Paulista" (www.mostradoaudiovisual.com.br), al MIS (Museo dell'immagine e del suono di São Paulo), e al "CineAmazônia - Mostra de Cinema e Vídeo Ambiental" (www.cineamazonia.com), a Porto Velho, Rondonia.
A BARCELLONA
Nel 2006, the performance ha preso parte al Festival Drap Art, presso il Centro di Cultura Contemporanea di Barcellona (www.cccb.org). I visitatori potevano vedere gli attori e parlarci di persona, oltre a seguire l'evoluzione dell'immondizia che si andava accumulando giorno per giorno. Questa volta gli interpreti erano due: l'uomo- riflusso (Peri Pane) e la donna -riflusso (Renata Caos). Inoltre, sono state mostrate le riprese filmate della coppia mentre è impegnata nelle proprie attività quotidiane a Barcellona, ad opera dall'artista e video-artista tedesco David Rusek. La performance ha avuto larga risonanza sia sul quotidiano El País), sia sulla TVE(Televisión Española), il network televisivo del governo spagnolo. Oltre che al festival, gli indumenti sono stati esposti alla galleria La Carboneria, a Barcellona, dove si trovano tutt'ora. Nell'agosto 2007, il progetto ha preso parte al 10° Festival di Arte Contemporanea "Massart," a Massanet de Cabrenys.
A NAPOLI
Nel 2006, the performance ha preso parte al Festival Drap Art, presso il Centro di Cultura Contemporanea di Barcellona (www.cccb.org). I visitatori potevano vedere gli attori e parlarci di persona, oltre a seguire l'evoluzione dell'immondizia che si andava accumulando giorno per giorno. Questa volta gli interpreti erano due: l'uomo- riflusso (Peri Pane) e la donna -riflusso (Renata Caos). Inoltre, sono state mostrate le riprese filmate della coppia mentre è impegnata nelle proprie attività quotidiane a Barcellona, ad opera dall'artista e video-artista tedesco David Rusek. La performance ha avuto larga risonanza sia sul quotidiano El País), sia sulla TVE(Televisión Española), il network televisivo del governo spagnolo. Oltre che al festival, gli indumenti sono stati esposti alla galleria La Carboneria, a Barcellona, dove si trovano tutt'ora. Nell'agosto 2007, il progetto ha preso parte al 10° Festival di Arte Contemporanea "Massart," a Massanet de Cabrenys.
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